LA NOSTRA STORIA
tutto è partito da..
'Mio nonno che mi compra una bustina e io che rimango folgorato dalla mascotte di una squadra (presumibilmente del 94/95)'
E deve essere proprio la parte del vintage a portare ad esclamare ai clienti: HOLY MOLY! Lo sport la fa da padrone nelle vetrine. Pokemon? Grazie, ma no, grazie.
È il 2019 e fino a quel momento io e le figurine eravamo due mondi decisamente distanti. Non le collezionavo e, ad esclusione di qualche sporadica parentesi da adolescente, non le ho collezionate praticamente mai. Solo che quel giorno a un ex collega di lavoro viene l’idea di iniziare la raccolta Calciatori Panini 2018/19. Siamo a febbraio, con il tempo ho imparato che solitamente la raccolta si inizia nel periodo natalizio, quindi siamo in ritardo sulla tabella di marcia.
Si parlava di un euro a bustina, decisamente troppo per un non amatore. Ma eravamo in 4 e c’era troppo entusiasmo per farmi desistere, quindi metto mano al portafoglio e compro le prime 20 bustine con l’album vuoto. Da quel giorno e per le settimane a seguire il mio unico obiettivo era diventato quello di completare quell’album, costi quel che costi. Inizio a conoscere i primi collezionisti, a capire la differenza tra figurine rare e comuni e quasi istantaneamente inizio anche ad informarmi sulla storia della Panini e sulle raccolte antecedenti.
Arrivo a -3 per completare l’album e le figurine mancanti le trovo facendo uno scambio. Finalmente l’album è completato, l’obiettivo era stato raggiunto ma rimangono migliaia di doppioni sul groppone. Durante il percorso mi ero imbattuto in svariati gruppi social dove la compravendita era all’ordine del giorno, quindi decido di mettere in vendita tutto il lotto su un noto marketplace. Il giorno dopo apro il mio profilo e mi trovo inondato di richieste:
“Mi servono 10 numeri per chiudere l’album, se ti mando la lista me li vendi”?
“Mi mancano i numeri 5-9-108, se me li trovi ti regalo tutte le doppie”?
Li scatta un meccanismo difficile da spiegare perchè fino a qualche settimana prima le figurine per me erano solo un piccola parentesi fatta di immagini di figurine in mano ad altre persone, non in mano mia. Le uniche tre immagini vive che avevo in testa e che mi riguardavano erano queste:
- Mio nonno che mi compra una bustina e io che rimango folgorato dalla mascotte di una squadra (presumibilmente del 94/95)
- Una decina di anni più tardi, Io che guardo completamente rapito un bambino con una scatola di figurine doppie.
- Volpi e Poggi, maledetti.
Forse è poco per farmi diventare un “commerciante” di figurine, ma in realtà è esattamente quello che serve per farmi iniziare.
Le figurine doppie le vendo e con i soldi inizio un processo durato circa un anno fatto di studio, acquisti sbagliati, chiacchiere con i collezionisti, acquisti sbagliati e la prima fiera a Reggio Emilia dove continuo imperterrito a fare acquisti sbagliati. Saranno poi gli acquisti sbagliati a farmi imparare, ogni giorno di più, i segreti di questo mondo.
Sono subito rapito dagli anni 80, poi dagli anni 70 e infine dagli anni 60. Abbandono subito le figurine moderne per dedicarmi al vintage, troppo forte l’attrazione verso l’odore di cantina o le pagine in pasta legno che “scrocchiano”. Arrivano i primi affarucci che non portano molto in tasca ma danno grande entusiasmo. Nel frattempo si avvicina il covid, fase cruciale per la mia carriera da figurinaio.
Fino a quel momento i miei piccoli guadagni erano derivanti da qualche mancolista di figurine moderne vendute a pochi centesimi. In quella fase capii che io non volevo guadagnare 100 euro vendendo 100 figurine, ma volevo guadagnare 100 euro vendendo una figurina. E non per una questione di denaro, ma perchè cosi facendo avevo più tempo da dedicare allo studio del settore.
Arriva il covid, tutti a casa, tranne il sottoscritto e pochi altri. Si perchè In tutto questo io in quel momento ancora lavoravo in una società di food delivery e, da responsabile, il lavoro era aumentato a dismisura. Ma, nello stesso tempo, era esploso il mondo delle “rookie”, tipico modo di collezionare su modello americano dove si cerca la prima apparizione su una figurina/card di uno sportivo.
Iniziano a circolare le prime vendite importanti, tutto il settore è uno pò spaesato e parte la caccia selvaggia verso le figurine chiave che in quel momento erano:
- Maradona 1979/90
- Tyson Supersport 1986
- Baggio e Maldini 1985/86
- Eusebio 1963/1964
La lista era ben più ampia, tutto ciò che era rookie all’estero andava alle stelle. Il primo vero colpo lo faccio in Puglia, a Lucera. Lotto di figurine Calciatori 1979/80. Oltre al fatto che quella collezione presenta molte figurine rare, dentro c’è lui, la prima figurina stampata dalla Panini del pibe de oro, ovviamente in maglia Argentina. In quel lotto ce ne saranno 3, tutte bellissime, un colpaccio clamoroso per l’epoca.
Arrivano i primi guadagni interessanti, ma già dal quel momento l’indole era ben chiara. Hai 10? reinvesti 10. Hai 1000? Reinvesti 1000. Niente in tasca, niente sfizi, tutto è dedicato alla crescita di un processo che ancora non sapevo dove stava andando a parare.
Il secondo colpo, che sarà quello veramente chiave, arrivò da Livorno, precisamente Rosignano Solvay. Qui mi ritrovo di fronte un bambino di non più di 12 anni che deve sistemare la minimoto. Il caso vuole che il nonno fu rappresentante Panini negli anni 70-80 e che aveva conservato negli anni alcune cose. C’era una figurina che in quel momento era decollata alle stelle e che tutti cercavano: Mike Tyson. Parliamo di una figurina che aveva raggiunto i 4 zeri. E chi aveva stampato la prima figurina di Mike Tyson? La Panini, ovvio. Compro la scatola, la cifra che spendo non è importante, so già quello che c’è dentro in linea di massima, ma non so cosa c’è esattamente. Le figurine di Tyson saranno 4, oltre a tutto il resto del lotto che era molto sostanzioso. Faccio il viaggio di ritorno su una nuvola, ma non tanto per il guadagno che mi aspettava che era comunque importante, ma perchè rimasi estasiato dal rovistare in una scatola e scoprire che dentro poteva esserci di tutto. E cosi fu.
P.S nel viaggio di ritorno vidi grossi accumuli bianchi in riva al mare e scoprirò dopo che a Rosignano Solvay fanno il bicarbonato. Non importante, ma curioso.
Vendo tutto, adesso i soldi sono tanti per le mie abitudini. Nel frattempo il covid si avvia verso la conclusione, il lavoro del food delivery scoppia letteralmente, l’assetto aziendale cambia e come in tutte le aziende che si rispettino, va fatto fuori il responsabile che fino a 2 mesi prima era un dio, ma dopo andava fatto fuori perchè ritenuto unico responsabile del declino.
Io e le figurine continuiamo a coesistere alla grande, post covid il mercato cala ma io ormai ho acquisito padronanza del settore e capisco che per guadagnare ci si può reinventare in mille modi. Ma rimango sempre fedele al mio motto: meglio vendere una figurina a 100 euro che 100 figurine a 100 euro.
Dopo un periodo di stallo, arriva la chiamata di un grossa azienda di food delivery. L’esperienza accumulata era tanta, le skills non erano arrugginite e vengo assunto subito. La qualità del lavoro è buona, lo stipendio anche, ma c’è sempre un tarlo che mi assilla: continuo cosi o mi dedico solo alle figurine?
La risposta non tardò ad arrivare, tempo 6 mesi e mollo un indeterminato ben pagato per gettarmi a capofitto nelle figurine. Il tempo per studiare e cercare materiale era tanto, ma lo smart working logora chi ce l’ha. In quella fase Inizio a prendere confidenza con il mondo del modern: autografate, parallele, Panini America, Topps e chi più ne ha più ne Metta World Peace. Inizio a rendermi conto che lo studio fatto fino a quel momento era una piccola parte di quello che mi aspettava. Seppur molto giovane, il settore del modern era pieno di informazioni da imparare e anche non semplici da reperire.
Dopo un paio di anni in cui ero diventato ufficialmente un commerciante, prendo la decisione e faccio partire un nuovo progetto: Holy Moly Sports Cards.
Attenzione, inizialmente l’idea era quella di aprire un punto fisico in stile compro oro, ma dedicato alle figurine. Solo che ormai le card mi erano entrate in testa e la passione viscerale per i box sigillati anche, quindi presi la decisione di avviare il negozio facendo coesistere le due cose: figurine e card. Inoltre una piazza come Roma non poteva non avere un punto di riferimento per i collezionisti, italiani ed esteri.
A Maggio del 2025 trovo il locale adatto, verso la fine del mese il negozio è pronto e nei primi di Giugno apre. Dovrei scartabellare per trovare la data esatta, ma non sono un amante delle date. A dispetto del nome, l’obiettivo presente e futuro sarà sempre quello di far coesistere i due settori perchè sono dell’idea che la card è una conseguenza della figurina e che quest’ultima va trattata con enorme rispetto.
In negozio ho deciso di fare un esposizione in chiave modern, ma con l’impronta chiara di quello che mi ha portato fin qui. E deve essere proprio la parte del vintage a portare ad esclamare ai clienti: HOLY MOLY!
Lo sport la fa da padrone nelle vetrine.
Pokemon? Grazie, ma no, grazie.